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Monthly Archives: agosto 2014

EBOLA – Appunti di Viaggio

foto grazianodi   Graziano Maria Campostrini

Nel dicembre del 2013 , ritornando da uno dei miei numerosi viaggi di lavoro, dopo venti ore di macchina nella foresta del Gabon a 60 km/h ; da Franceville a Libreville, mi sono fermato , per due giorni in un hotel in riva all’Oceano Atlantico .             IMG_20131221_123148

Una di quelle sere, verso il tramonto, passeggiavo lungo la lunghissima spiaggia deserta ; quando all’improvviso ho avuto la fortuna di vedere una migrazione di migliaia di pipistrelli, che da sud (Congo) volavano verso nord(Guinea Equatoriale). Ricordo che questa scia è durata per quasi un’ora e mezza. Il giorno dopo mi sono documentato per saperne qualcosa in più, e ho scoperto che questi pipistrelli erano da frutta, probabilmente arrivavano a centinaia di migliaia, dalle foreste del Congo ,dove si riproducevano e si rifocillavano di bacche nutrienti. Da questo episodio ho avuto l’ispirazione per scrivere questo articolo su “EBOLA”.
Sembra accertato che i pipistrelli siano il serbatoio del virus che ha causato l’epidemia della “sindrome respiratoria mediorientale” (MERS).
In Arabia Saudita, nel 2012, 94 persone si sono ammalate e 46 sono morte per questa malattia simile a una grave polmonite.
Lo stesso è avvenuto nel caso della (SARS), scoppiata nel sud est asiatico nel 2002: 8mila persone infettate, 800 morti. In entrambi i casi si trattava di corona virus, presenti anche nell’uomo, e che normalmente provocano un semplice raffreddore.
Poi c’è Ebola, la terribile febbre emorragica al centro dell’attenzione in questi giorni per il focolaio epidemico scoppiato in Guinea, e che ha già provocato più di cento morti. Ha colpito anche in Bangladesh.
Nel 1994, in Australia, alcune persone morirono per una misteriosa e atroce malattia a Hendra, sobborgo di Brisbane.
Poi la Nipah in Malesia: nel 1999, oltre duecento persone si sono ammalate per un virus sconosciuto, e la metà è morta. Anche in questo caso il responsabile, un virus simile a Hendra.
Pochi anni dopo il virus è stato identificato in una specie di pipistrelli chiamate volpi volanti, che si nutrono di frutta, ed è stata ricostruita la catena con cui è probabilmente avvenuta la trasmissione all’uomo.
Naturalmente i pipistrelli italiani non sono assolutamente pericolosi ma sono una grande risorsa per l’ecologia. Si può dire che i nostri sono pipistrelli da salotto; si potrebbe anche adottare una famiglia intera per proteggersi dalle zanzare.

pipistrello
Le specie che si nutrono di insetti aiutano a tenerli sotto controllo.
Le malattie come “Ebola,Sars,Mers,e altri virus sconosciuti” hanno un ruolo fondamentale ,di pulizia nella diversità della popolazione umana.
Giornali, radio e tv parlano di scenari apocalittici che colpirebbero il pianeta se non si ferma la crescita della popolazione. Tutto questo è falso. Stiamo crescendo perché la gente muore di meno. L’esplosione demografica è stata accompagnata da un progresso sanitario e di longevità come mai accaduto nella storia umana. La gente non ricorda che ancora agli inizi del secolo quattro bambini su dieci morivano prima di aver raggiunto i cinque anni di età (mortalità 40%). Oggi la mortalità infantile dei bambini è inferiore al 7%. Duecento anni fa l’aspettativa di vita era inferiore ai trenta anni, oggi supera i 65 anni.
Per quelli invece che temono la scomparsa delle foreste bisognerebbe ricordare che il regno vegetale rappresenta ben il 97,3 per cento della materia vivente ospitata dalla Terra, mentre il regno animale è confinato nel rimanente 2,7 per cento. L’uomo, benché abbia raggiunto i sei miliardi di individui, equivale ad appena lo 0,01 per cento della biomassa ed è quindi quantitativamente trascurabile rispetto agli insetti e agli altri animali.
Se guardiamo la biodiversità delle foreste pluviali, scopriamo che malattie simili ,sono sempre esistite anche in questo ambiente.
Per spiegare meglio perché ci sono e a cosa servono queste malattie , “Ebola,Sars,Mers,e altri virus sconosciuti” , vi farò l’esempio dei funghi velenosi che spesso considerati dei parassiti, sono invece indispensabili per proteggere le foreste pluviali.
Uno studio pubblicato dall’Università di Oxford, rivela come i funghi regolano la biodiversità nelle foreste pluviali, moderando l’espansione delle specie dominanti. Infatti, i funghi si diffondono rapidamente tra le piante della stessa specie quando queste sono particolarmente fitte, impedendo loro di dominare l’ambiente e permettendo ad altre specie di prosperare.
Le radici dei funghi si collegano in profondità alle radici delle piante nutrendole con minerali. Ma nello stesso tempo con il loro veleno, non permettono che una popolazione di insetti, prevalga su un’altra. É quello che succede con “Ebola” con la popolazione umana.
Se camminando nella foresta pluviale, si osserva bene il terreno, si notano molte formiche o altri tipi di insetti, morti per colpa dei funghi. Si notano perché dal loro corpo esce un fungo che ha contribuito alla loro morte. Le formiche quando si accorgono che una delle loro compagne è infetta, la separano dal gruppo isolandola, perché sanno che anche loro sono a rischio.
Il fungo colpisce le formiche tramite le spore nell’aria, queste entrano nel loro cervello facendole diventare delle “zombi” . In questo modo dal loro comportamento strano vengono riconosciute dal gruppo e isolate. Quando muoiono, dalla loro testa esce il fungo killer spandendo nelle vicinanze altre spore velenose.
Questi funghi giocano un ruolo cruciale nel mantenere la diversità della foresta, fornendo un contributo enorme all’abbondanza di insetti,ragni e tutta la gamma di artropodi.
Nel 2050, la popolazione asiatica, sarà in maggioranza sulle altre razze del mondo, e quindi sarà quella più a rischio malattie, seguita in ordine dalla popolazione indiana , africana, europea, ed americana . Ci saranno altre nuove epidemie, che serviranno per bilanciare le razze.
Noi italiani e forse spagnoli, non avremo bisogno di malattie, perché forse diventeremo delle razze in via di estinzione e quindi protette.
Questa è la legge della Natura.